Climatizzazione ambienti e sanificazione aria

Il punto 1.9 dell’articolo 63 del T.U. 81/08,  si occupa  del microclima e prescrive che nei luoghi di lavoro chiusi, deve essere garantita la presenza di aria salubre in quantità sufficiente, ottenuta “preferenzialmente” con aperture naturali.  Se questo non è possibile, si deve fare ricorso agli impianti di areazione la cui installazione va eseguita tenendo conto dei metodi di lavoro e degli sforzi fisici ai quali sono sottoposti i lavoratori. Gli impianti di areazione, a norma del punto 1.9.1.2  dell’articolo 63 devono essere sempre mantenuti funzionanti, devono essere dotati di automatici sistemi di controllo, in grado di segnalare eventuali guasti o difetti di funzionamento. E ancora al punto 1.9.1.3 è fatto obbligo alle aziende, di garantire  il corretto uso degli  impianti di condizionamento dell’aria o di ventilazione meccanica, in modo tale che il loro funzionamento non esponga i lavoratori a correnti d’aria nociva.
I condizionatori d’aria devono essere periodicamente sottoposti a:

  • controlli;
  • manutenzione;
  • pulizia;
  • sanificazione (punto 1.9.1.4).
  • La prima regola per il corretto utilizzo dell’aria condizionata, in assoluto, è quella di mantenere i filtri puliti. In genere queste macchine sono dotate di un sistema formato da tre tipi di filtri:

  • antipolvere,
  • antibatterico,
  • carbonio.
  • I filtri permettono di abbattere il rischio di infezioni crociate dovute ai batteri portati dai diversi pazienti, come anche trattenete gli aerosol degli strumenti rotanti ed in particolare le polveri d’amalgama.
    L’aria esterna molto spesso è tutt’altro che pura o salubre. Essa infatti risente delle condizioni ambientali e di inquinamento del posto in cui si trova l’abitazione. La filtrazione, il ricambio dell’aria e la diffusione omogenea sono elementi che determinano la qualità dell’aria nell’ambiente. Affinché l’operazione di ricambio dell’aria non si rilevi eccessivamente onerosa dal punto di vista dei consumi è necessario che il calore o il freddo contenuti nell’aria espulsa siano recuperati per trattare l’aria di rinnovo, in modo che i costi per adeguarne la temperatura siano i più bassi possibile.
    Lo scambiatore entalpico dello studio permette di trattare l’aria esterna, filtrandola, umidificandola o deumidificandola e portandola alla giusta temperatura in modo da garantire sempre aria fresca e pulita.
    Articolo 63 del T.U. 81/08

    Filtrazione acqua

      L'osmosi inversa detta anche iperfiltrazione è il processo in cui si forza il passaggio delle molecole di solvente  dalla soluzione più concentrata alla soluzione meno concentrata ottenuto applicando alla soluzione più concentrata una pressione maggiore della pressione osmotica. In pratica, l'osmosi inversa viene realizzata con una membrana  che trattiene il soluto da una parte impedendone il passaggio e permette di ricavare il solvente puro dall'altra. Questo fenomeno non è spontaneo e richiede il compimento di un lavoro meccanico pari a quello necessario per annullare l'effetto della pressione osmotica. Tale processo rappresenta la più fine tecnica di filtrazione  dell'acqua, in quanto non consiste semplicemente in un ostacolo fisico (determinato dalle dimensioni dei pori) al passaggio delle molecole, ma sfrutta la diversa affinità chimica delle specie con la membrana, permettendo infatti il passaggio delle molecole idrofile, cioè chimicamente simili all'acqua. Dal punto di vista impiantistico il metodo sfrutta il principio della filtrazione tangenziale, come anche altre tecniche separative mediante membrane quali la microfiltrazione, l'ultrafiltrazione e la nano filtrazione. L'osmosi inversa è utilizzata nel trattamento dell'acqua, sia per la desalinizzazione, sia per la rimozione di tracce di fosfati, calcio e metalli pesanti, nonché pesticidi, materiali radioattivi e di quasi tutte le molecole inquinanti. Negli ultimi anni si costruiscono impianti a "scarico liquido zero" nei quali la sezione di osmosi inversa aumenta la concentrazione delle specie chimiche presenti nell'acqua di scarico fino a valori prossimi o superiori (soluzioni sovrasature) alla loro solubilità. Nel processo di osmosi inversa vengono usate membrane composite di sottili pellicole ( Thin Film Composite Membrane). Queste membrane sono semipermeabili e fabbricate principalmente per l'uso nella depurazione delle acque o in sistemi di desalinizzazione. In sostanza un materiale TFC è un setaccio molecolare  costruito nella forma di una pellicola di due o più materiali stratificati. Le membrane usate nell'osmosi sono generalmente fatte in poliammide, scelta principalmente per la sua permeabilità all'acqua e la relativa impermeabilità alle varie impurità disciolte, inclusi gli ioni salini e altre piccole molecole che non possono venire filtrate.


    Purificazione aria compressa
     

    L’aria è una miscela incolore, inodore, insapore di molti gas, principalmente azoto ed ossigeno. L’aria è naturalmente contaminata da particelle solide, come polvere, sabbia, fuliggine e cristalli di sale. Questa contaminazione varia a seconda dell’ambiente e dell’altitudine.  Il vapore acqueo è un altro ingrediente naturale che può trovarsi in quantità diverse nell’aria. La quantità di vapore acqueo e di agenti contaminanti contenuti nell’aria giocano un ruolo fondamentale nel processo di compressione e nella qualità dell’aria fornita dal compressore. Le potenzialità di danneggiamento e le proprietà corrosive dell’acqua sono ben note. L’aria non trattata a pressione atmosferica contiene grandi quantità di acqua ed altri agenti contaminanti, come inclusioni d’olio e particelle di sporcizia. Quando l’aria viene compressa, la concentrazione di umidità e degli altri contaminanti aumenta. Se tali impurità restano all’interno del circuito, la miscela corrosiva che si forma produce un effetto nocivo sulle apparecchiature pneumatiche, deterioramento del prodotto e minor durata delle apparecchiature. I filtri per aria compressa rimuovono l’olio e lo sporco mentre gli essiccatori rimuovono il vapore acqueo prima che l’aria raggiunga il punto di utilizzo. L’essiccazione con refrigerazione raffredda l’aria compressa, facendo condensare una grande quantità d’acqua che può quindi essere separata. L’aria compressa viene poi riscaldata per evitare che si formi della condensa sulla superficie esterna delle tubazioni. Il raffreddamento dell’aria compressa avviene grazie un circuito di refrigerazione chiuso, dove viene impiegato un refrigerante. Raffreddando l’aria compressa in ingresso con l’aria in uscita nello scambiatore di calore, l’energia necessaria all‘essiccatore refrigerante si riduce.
    Linee guida per il trattamento dell’aria compressa
    Norme ISO in materia della qualità dell’aria